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Sai? Io un po’ ti invidio. Sì, tu che non hai mai letto Volt. Tu e gli altri che non avete mai letto Volt ma che magari ne avete sentito parlare qui o altrove. Ma, in fondo, invidio anche te che proprio non sai di cosa io stia parlando in questo momento. Voglio dire, invidio tutti voi che non avete mai letto Volt ma che amate i bei fumetti e che siete sempre alla ricerca di quella storia che chiudi il libro e dici “Wow! E tutto questo ben di dio dove si era nascosto finora?
Tu e tu. E pure tu: vi invidio perché oggi finisce la seconda stagione di Volt. Che vuol dire che, uno dopo l’altro, lo squadrone (che tremare il mondo fa) formato da Stefano Conte (in arte TheSparker) e saldaPress, ha portato a casa 12 albetti che, messi uno sopra l’altro – o uno accanto all’altro, fa lo stesso: dipende solo da quanto lungo è il tavolo – fanno 2 stagioni di fumetto di qualità stratosferica. Un fumetto che fa ridere. E che racconta un mondo, cioè quello della fumetteria: di chi la gestisce, di chi la bazzica e di chi la vorrebbe rasa al suolo perché i fumetti traviano i giovani. Come i videogiochi e l’internet. Un mondo che va oltre la fumetteria e che TheSparker assemblea pezzo dopo pezzo, personaggio dopo personaggio, citazione dopo citazione. E che – l’ho già detto? – fa ridere. Il fumetto. Ma anche il mondo, visto che ogni cosa che lo popola ha le fattezze o di un animale o di un oggetto. E se non ridi per una zebra che parla con uno scolapasta, allora ti meriti che Jim Parsons ci ripensi e che te la facciano la 13° stagione di Big Bang Theory.

Insomma, guardiamoci negli occhi: io ti invidio perché oggi, che si chiude la seconda stagione di Volt (senza fare spoiler: col botto), puoi iniziare a leggerlo e, finito il primo numero, se ti piace (ma ho pochi dubbi sul fatto che ti piacerà: è fighissimo) hai subito pronto da acquistare il secondo. E poi il terzo. E via dicendo, fino al dodicesimo.

Oppure, se proprio ti scoccia fare avanti indietro dalla fumetteria o tirare scemo il postino con 12 ordini su Amazon, saldaPress ha messo insieme i pack con le stagioni complete: uno è già disponibile e l’altro lo sarà dalla settimana prossima. In alternativa? Vai sulla pagina Instagram di Volt (cerca “thesparkerz" con la zeta finale) e goditi gli episodi che TheSparker sta postando gratuitamente (è l’industria 4.0 e tu non ci puoi fare niente, baby.) .
E con me ti invidia di certo chi, innamorato di Volt, ha dovuto aspettare più di tre anni – e una periodicità bislacca di cui saldaPress e l’autore di Volt si scusano profondamente – per arrivare a leggere questa parte della storia che, quando tu la leggerai, farai “Wow! Ma questo fumetto è fighissimo. E pensare che quando l’editore lo ha scritto cinque righe qui sopra non ci avevo creduto.”. 

Personalmente voglio molto bene a Volt, perché l’ho visto nascere e, numero dopo numero, crescere in qualità e in numero di fan. Ero vicinissimo quando ciò accadeva perché, oltre ad essere l’editore della serie, sì, è mio anche il ruolo ingrato di farle da editor. Cioè di avere a che fare con il suo autore, uno strano tizio lungo come una pertica che si firma TheSparker, vive in un posto che ha un nome che se lo anagrammi viene fuori una bestemmia e fatica a capire – volutamente – il significato della parola “scadenza”. E gli voglio molto bene anche perché mi ricordo benissimo quando, nel 2015, TheSparker mi parlò di un progetto che lui aveva fatto partire come autoproduzione ma che sentiva che aveva le carte in regola per diventare qualcos’altro. “Mi serve solo qualcuno che mi dia fiducia e un po’ di tempo per pianificare come conquistare il mondo e un certo numero delle femmine che lo popolano” mi pare di ricordare che abbia più o meno detto. Da allora, su quel progetto, The Sparker ci ha lavorato notte e giorno come un dannato per calibrare la risata con la trama, la gag con il racconto, le pagine da scrivere e disegnare con la vita e i continui inciampi che la fetente ci piazza sulla strada. 
Che molti non se ne rendono conto, ma fare i fumetti è una roba che il tempo lo divora. Soprattutto se i fumetti vuoi farli molto bene e molto divertenti come li fa Stefano. Cioè TheSparker.

Insomma, oggi si conclude la seconda stagione di Volt. Quindi ora sta a te scegliere: puoi fidarti di me e, ignorando la regola aurea che non si chiede mai all’oste se il vino è buono, investire un paio di euro o poco più per scoprire la prossima serie a fumetti di cui ti innamorerai. Oppure… non c’è “oppure”! Non ho scritto tutta questa roba lunghissima perché ci fosse un “oppure”!
Leggi Volt: mi ringrazierai.

E ti ringrazierà TheSparker.

...e un po’ anche io.

Andrea G. Ciccarelli
direttore editoriale saldaPress (e titolare dell’ingrato ruolo di editor della serie Volt)

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