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Mercoledì, 05 Giugno 2013

ContagioIn uno dei capitoli iniziali di Danse Macabre, la sua lunga ricognizione nei territori dell'horror contemporaneo, Stephen King dice una cosa: "L'horror ci piace perché esprime in modo simbolico le cose che abbiamo paura a dire apertamente; ci dà la possibilità di esercitare (è giusto: non esorcizzare ma esercitare) quelle emozioni che la società ci impone di tenere sotto controllo". La chiave di volta della citazione è il termine paura. La paura, insieme al terrore, è il motore delle storie horror. È il motore di un sacco di cose, a dir la verità, anche di fenomeni che non hanno direttamente a che fare con mostri, eventi soprannaturali o minacce agghiaccianti. Ha a che fare, ad esempio, anche con l'economia. Provo a spiegarmi. 
Nelle pagine conclusive di Witch Doctor  - se non l'avete ancora letto, affrettatevi, ne va della vostra salvezza - Brandon Seifert, ideatore e scrittore della serie, dà una propria versione del genere horror e di uno dei motori fondamentali della paura. Ecco qui:
"Gran parte della narrativa viene definita dagli eroi e dalle eroine, ma non l’horror. L’horror viene definito dai suoi cattivi. E l’horror soprannaturale viene definito dai suoi mostri. E i mostri migliori sono le malattie.
Quando mi intervistano a proposito di Witch Doctor, una delle cose su cui finisco sempre per sproloquiare è che i veri mostri classici, quelli che durano nel tempo tipo vampiri, zombie e lupi mannari, sono tutti metafore di malattie. La cosa spaventosa di uno zombie non sta solo nel fatto che vuole divorarti. Quello che terrorizza è anche la possibilità che ti contagi e che ti faccia diventare come lui. Stessa cosa coi vampiri e i lupi mannari. L’Orrore del Contagio è qualcosa che abbraccia tutto il campo dell’horror, dalla possessione demoniaca agli xenomorfi di Aliens". 
La parola fondamentale, questa volta, è contagio, uno degli spettri che si aggirano per il mondo da che l'uomo ne ha memoria, cioè dall'inizio della storia. Pestilenze inarrestabili, malattie provenienti da altri continenti, infezioni sconosciute, virus sono alcuni degli agenti che da sempre terrorizzano l'umanità e che alimentano la "polla dei miti", cioè l'insieme della letteratura d'immaginazione in cui siamo collettivamente immersi. È abbastanza ovvio, ma zombie, vampiri, licantopi e altri mostri assortiti hanno, tra gli altri difetti, quello di essere contagiosi. Sono malattie ambulanti, spesso mortali. Sono l'incarnazione di quello che Seifert definisce l'Orrore del Contagio, sono gli agenti patogeni di paure irrazionali e incontrollabili.
Ora, la cosa curiosa è che il termine contagio, probabilmente per la prima volta nella storia, venga utilizzato da qualche anno per spiegare fenomeni che dovrebbero essere razionali. Nello specifico, le crisi economiche, i crolli delle Borse mondiali e altre amenità, tipo lo spread (aspettiamo che Witch Doctor si occupi anche di lui). C'è un motivo? Non lo so. Ma una cosa è certa: evocare il termine contagio ha un effetto immediato ed è quello di evocare fenomeni incontrollabili, mostri, pestilenze. È un modo per dire all'umanità "Ehi, non avrete mica smesso di avere paura, vero?". C'è una soluzione? Non lo so. Di certo sarebbe il caso di lasciare certe parole al loro posto, in questo caso nella "polla dei miti" o nell'ambito della medicina, due cose di cui si occupa con genio e audacia il Dr. Vincent Morrow, alias Witch Doctor. A meno che qualcuno, una Cosa Senza Nome, non abbia intenzione di servirsene per farci paura, tanta paura.